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«All’improvviso, senza che inizialmente ne conoscessi il motivo, fui attraversata da un brivido. Qualcosa mi scuoteva nel profondo. Un pensiero, un certo pensiero, un certo ricordo mi era balenato alla mente, qualcosa che per anni non avevo voluto ricordare. Nell’istante stesso in cui la locandiera ne aveva pronunciato il nome, sentii che qualcosa premeva all’impazzata dentro di me, qualcosa di cui non volevo sovvenirmi, qualcosa che avevo, come dice quel professor Freud di Vienna, “rimosso” – rimosso così profondamente dentro di me che l’avevo davvero dimenticato per anni».

(Stefan Zweig)



Stefan Zweig

Un debito pagato in ritardo

Quando in una locanda di paese del Tirolo, dove Margaret si è ritirata per un periodo di riposo rigenerante, all’improvviso fa ingresso un anziano male in arnese, che si dirige barcollando verso il bancone e in uno «strano tono magniloquente» ordina una birra, lei ha un sussulto: «Fin dal primo momento in cui era entrato e avevo sentito la sua voce, qualcosa in lui – non sapevo che cosa – mi aveva reso inquieta» racconterà poi in una lunga lettera all’amica di gioventù Ellen. E quando, dopo essersi informata, viene a sapere che quel «vecchio distrutto, ubriaco, semiparalizzato, che viveva all’ospizio dei poveri», oggetto del disprezzo generale, altri non è se non Peter Sturzentaler, l’attore di teatro che lei e l’amica, da adolescenti, avevano venerato come «la quintessenza dell’elevato e del sublime» e «ammirato come pazze, amato alla follia», una pagina di un passato dimenticato riemerge con forza. Ma non solo. Anche qualcos’altro, occultato da lungo tempo nei recessi più nascosti del suo intimo, riaffiora con lancinante nitidezza alla sua coscienza: «… uno di quei segreti profondi che si tacciono caparbiamente persino a sé stessi». Il segreto, in Margaret, di un debito morale che, in un « pericoloso momento» della sua vita, ha contratto con quell’uomo – un debito che ora potrà finalmente saldare, alleandosi con lui, per un istante, contro la volgarità e la crudeltà del mondo.


L’autore

Stefan Zweig (Vienna, 1881 – Petrópolis, 1942) è stato per decenni lo scrittore più letto e tradotto al mondo. Un debito pagato in ritardo (Die spät bezahlte Schuld), mai pubblicato prima in Italia, è stato scritto nel 1941 ed è contemporaneo al suo capolavoro, Il mondo di ieri, tra i testi emblematici della cultura mitteleuropea. Arricchiscono il volume quattro testi che Zweig dedicò a due grandi attori di teatro dei suoi tempi, Josef Kainz e Alexander Moissi, qui presenti, insieme all’autore, anche grazie a fotografie dell’epoca.

Il catalogo

Palingenia