
A novembre 2025 in libreria
«Il suo metodo è un po’ quello del secentista John Aubrey, che nelle sue brevi biografie immaginava di dare l’essenziale di un personaggio riferendo un aneddoto, una idiosincrasia, un capriccio e, per esempio, la prima cosa che diceva di Erasmo era che “non amava il pesce, sebbene fosse nato in una città di pescatori” – un particolare che subito ci dà di Erasmo l’idea di un eretico potenziale»
(Mario Praz)
«Abbiamo avuto una conversazione breve e, per me, molto intima; intima nel senso che a Lytton basta intravedere la coda del pensiero nascosto nella mente per intuirne il resto del corpo»
(Virginia Woolf)
Lytton Strachey
A cura di Mario Fortunato
«Le isole»
Un’eccentrica collezione di schizzi fulminei e irriverenti nelle pagine del più delizioso sabotatore di idee correnti dell’Inghilterra novecentesca.
Tra fake news e realtà aumentata, mai come ora ci siamo chiesti se ancora sia possibile parlare di verità storica. Basterebbe compiere un salto indietro di un centinaio d’anni per capire tuttavia che il tema non è nuovo, e che le risposte al quesito possono essere di sfrontata originalità. Si prendano questi Ritratti in miniatura, compilati negli anni Trenta del Novecento da uno dei maestri della prosa inglese del secolo scorso, nonché emblema del celebre Gruppo di Bloomsbury.
Lytton Strachey è stato ‘lo storico’ del Gruppo, ed è il riconosciuto inventore della moderna biografia letteraria, autore di irresistibili ritratti di personaggi storici, letterati, filosofi, raccontati miscelando erudizione, gusto per l’aneddoto, attenzione per il dettaglio, arguzia e stile di suprema eleganza.
In una nuova traduzione di Mario Fortunato che restituisce al testo l’originaria brillantezza senza però trasformarlo in uno stucchevole cliché letterario, le biografie qui raccolte mettono insieme una galleria di personaggi realmente esistiti: alcuni notissimi, come il grande filosofo David Hume e gli storici Edward Gibbon e Thomas Carlyle; altri esemplari, come gli scrittori John Aubrey (precursore del genere letterario delle « vite brevi ») e James Boswell (autore di quella Vita di Samuel Johnson che è stata a tal punto un modello da suscitare la creazione dell’aggettivo « boswelliano » per significare un acuto osservatore); altri giustamente dimenticati ancorché geniali, come Sir John Harington (introdusse il wc in Inghilterra, ma fu anche il primo traduttore inglese dell’Orlando furioso); altri ancora ineffabili, come Madame de Lieven (moglie dell’ambasciatore russo a Berlino, creatrice di uno dei salotti politico-letterari più influenti di tutti i tempi).
Presentati secondo un meticoloso criterio cronologico, i Ritratti di Strachey compongono così un’eccentrica collezione che è anche una specie di sberleffo agli ordini gerarchici e ai valori costituiti della tradizione.
E al lettore sembrerà di visitare una di quelle antiche e sorprendenti pinacoteche di certe città centroeuropee minori, dove puoi scoprire (talvolta con sconcerto, più spesso con divertimento) che la Storia ha avuto almeno due o tre diverse linee di sviluppo, e a dir poco il doppio di possibilità interpretative.
«La questione che è sempre stata non soltanto posta ma anche seriamente dibattuta, e cioè se la Storia sia un’arte oppure no, è di sicuro una delle pedanterie della stupidità umana. Che cos’altro potrebbe essere? È ovvio che la Storia non è una scienza: è ovvio che la Storia non è un accumulo di fatti, bensì una narrazione di fatti. Solo la spocchia di accademici mancati poteva dar vita a un’ipotesi così mostruosa».
Lytton Strachey (1880-1932) studiò filosofia e storia al Trinity College di Cambridge, dove strinse amicizia con J.M. Keynes, E.M. Forster e Leonard Woolf. Insieme a loro, e con Virginia Woolf, Duncan Grant, Vanessa e Clive Bell, diede vita al Gruppo di Bloomsbury. Nel 1918 con la pubblicazione di Eminenti vittoriani ottenne ampia notorietà. Ritratti in miniatura, proposto qui in un’edizione corredata di una storia per immagini della ritrattistica inglese, apparve nel 1931.
Mario Fortunato è scrittore e traduttore. Ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Londra. Con I giorni innocenti della guerra (2007) è stato finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Mondello e del Super Mondello, mentre è del 2024 Il giardino di Bloomsbury. Ha tradotto, tra gli altri, Virginia Woolf, Evelyn Waugh e Francis Scott Fitzgerald.