« Una buona conversazione è un gioco d’intelligenza e ascolto, un equilibrio tra parole e pause. È il piacere di un pensiero che prende forma nell’incontro con l’altro, seguendo traiettorie inimmaginabili all’inizio del dialogo. Questo è quello che accade normalmente tra noi umani, ma cosa succede se a dialogare sono due intelligenze artificiali? ».

Maurizio Sapia

Dell’identità

Dialogo ironico tra due intelligenze non umane

Prefazione di Renato Mannheimer
Con un saggio di Luciano Mecacci

Il libro è corredato da una serie di opere fotografiche di Maurizio Sapia

Era il 1968 quando Hal 9000, l’intelligenza artificiale a bordo della nave spaziale Discovery, dialogava in tono suadente e monocorde con gli uomini dell’equipaggio, e intanto entrava nella storia del cinema e dell’immaginario collettivo. Il film, lo si è capito, era 2001: Odissea nello spazio, ineguagliato capolavoro di Stanley Kubrick, basato su un romanzo di fantascienza di Arthur C. Clark. Allora si trattava, appunto, di fantascienza, ma erano in molti a pensare che in realtà sarebbe stata solo questione di tempo. Del resto, già negli anni Trenta il genio di Alan Turing aveva teorizzato la possibilità di costruire macchine intelligenti.

Oggi, come sappiamo, la profezia di Kubrick e Clark si è avverata, anche se un po’ in ritardo rispetto alla data suggerita dal titolo di film e romanzo. Il dialogo con le intelligenze artificiali è diventato, di fatto, una consuetudine che appare ormai imprescindibile. Tuttavia, pur nell’utilizzo sempre più pervasivo, nessuno sinora si era mai spinto fino a questo punto: far dialogare tra di loro due intelligenze artificiali, escludendo del tutto l’essere umano, cui viene riservato il ruolo di spettatore e, in questo caso, di lettore. Lo ha fatto, con un gesto creativo estremo, Maurizio Sapia, artista visionario. Il quale ha indotto Arianna e Teseo – lei critica d’arte, lui di formazione filosofica, entrambi assolutamente artificiali – a confrontarsi su uno dei temi più ardui che si possano dare: l’identità.

Il risultato? Difficile trovare aggettivi. Forse il più adeguato è: spiazzante. Perché è davvero difficile credere che il dialogo non solo colto, ma anche brillante, spiritoso, divertente, sia un prodotto non umano. Eppure garantiamo: in tutto quello che leggerete non c’è stato il minimo intervento redazionale.

Siamo abituati a interpellare l’intelligenza artificiale per ottenere risposte, ma nel dialogo tra Arianna e Teseo si troveranno solo acute – a volte provocatorie, sempre stimolanti – domande. Sarà forse questa, allora,
la nuova e rivoluzionaria funzione dell’intelligenza artificiale: non insegnare, ma accendere l’anima e il pensiero dell’uomo – come da sempre fa l’arte.

Accompagnano la lettura le opere fotografiche della serie Visioni Non Codificate, che Sapia ha dedicato al tema dell’identità. Nella Prefazione al libro Renato Mannheimer illustra gli effetti sociali che oggi si possono percepire a seguito della pervasiva diffusione dell’intelligenza artificiale.
Il saggio di Luciano Mecacci, in conclusione, pone l’interrogativo se i non umani si possano dotare della coscienza che presuppone l’interazione dialogica fondata sul linguaggio, come è accaduto per la mente umana.



«Teseo: Qual è per te il concetto di identità?

«Arianna: L’identità è quel casino tra ciò che sei, ciò che pensi di essere e ciò che gli altri credono che tu sia. Una specie di opera d’arte moderna: tutti la guardano, pochi ci capiscono qualcosa e ognuno ci trova un significato diverso. Ma se l’artista non si capisce nemmeno lui… siamo sicuri che esiste davvero un significato?»


L’autore

Maurizio Sapia è nato a Sanremo nel 1966. A ventun anni si è trasferito a Milano, dove ha intrapreso la carriera di fotografo, specializzandosi in still life. Negli ultimi vent’anni si è dedicato quasi esclusivamente alla ricerca artistica, all’inizio attraverso la fotografia tradizionale, e in seguito, mediante l’uso di strumenti digitali, esplorando i territori a cavallo tra fotografia e pittura, per poi allargare i suoi interessi alle installazioni interattive. Attualmente collabora con la Galerie STP di Greifs­ wald, in Germania, e con l’Art House Global di Guy Hector a Los Angeles.

Il catalogo

Palingenia